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Seconda edizione Klimahouse Puglia. News Edilizia Innovazione Ambiente Impresa Edile Costruzioni Ristrutturazioni.

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KLIMAHOUSE PUGLIA 2013, Agenzia Casaclima e certificazione.

Il marchio CasaClima è oramai sinonimo di trasparenza, qualità e affidabilità, “ Klimahouse Puglia ”, edizione itinerante di Klimahouse è giunta alla sua seconda edizione.

A Bari, per il secondo anno successivo si è tenuta la manifestazione Mostra Congresso organizzato da Fiera Bolzano in collaborazione con l’Agenzia CasaClima, sul tema “ridare valore, ridare futuro, il risanamento CasaClima” dedicato al nuovo protocollo e certificazione CasaClima R, specificatamente centrato sulla riqualificazione energetica degli edifici. Il protocollo, è intento a promuovere il risanamento energetico nell’ambito dell’immenso patrimonio edilizio esistente attraverso interventi economicamente sostenibili che tengano in considerazione, non solo il risparmio energetico ottenibile, ma anche il miglioramento del comfort, della qualità interna degli edifici e l’aumento del loro valore immobiliare, nasce dalla volontà di rispondere all’esigenza, sempre più crescente anche nel sud Italia,  di costruire sostenibile e di stimolare la condivisione di informazioni qualificate in materia di edilizia, portando ad esempio il modello vincente dell’Alto Adige, cercando di rispondere ai quesiti che gli operatori si pongono: «Qual è lo scenario delle costruzioni sostenibili nelle zone più a sud d’Italia e quale il loro futuro?» «Quali possibilità reali per incrementare il valore degli immobili attraverso il restauro, i risanamenti e le riqualificazioni energetiche?».

Per la regola di ogni soldo risparmiato è un soldo guadagnato, dunque al primo posto ci sono i tagli per le spese superflue, non così semplice può essere di certo la riduzione di spesa per la bolletta energetica e l’aiuto reale e significativo si otterrebbe da una parte attraverso l’ottimizzazione dell’immobile e dall’altra con impianti moderni, non solo a ridotto impatto ambientale e bassi consumi. Soluzioni native che permettono la riduzione di spesa per l’energia in maniera concreta e tangibile, più o meno alla portata di tasca contrariamente a quanto avveniva in passato anche grazie agli incentivi disponibili e con costi recuperabili già in cinque anni.

Inoltre la sezione pugliese dei network CasaClima si è rivolta nella giornata conclusiva di sabato 6 aprile, al tema della declinazione locale del protocollo CasaClima: «Il futuro delle costruzioni? CasaClima come opportunità per l’edilizia sostenibile in clima mediterraneo».

Il Network CasaClima Puglia punta al coinvolgimento e a fornire consulenza a soggetti pubblici e privati come Enti, Professionisti,  Imprese e utente finali, e a promuovere attività formative e informative finalizzate allo sviluppo nel campo della efficienza energetica e del costruire sostenibile.

Klimahouse Puglia è un evento del settore per il Sud Italia che propone prodotti e tecniche innovativi, convegni e seminari specializzati. Un appuntamento da non mancare per chiunque sia interessato a risanare e costruire secondo criteri di sostenibilità, ridurre i costi della bolletta energetica, aumentare il benessere abitativo, contribuire attivamente alla tutela dell’ambiente, incrementare il valore del proprio immobile e garantire una maggiore durata di vita agli edifici.

Dopo la giornata di Sabato, un compedio di impressioni, materiali, appunti, incontri, libri, esperienze di cultura tecnica, ho osservato: “a cosa serve e che cosa serve, dove andiamo? discutendo della necessità  di un inevitabile  ed impellente ragionamento sul tema eco-abitativo, tanto più se parliamo di riqualificazione edilizia, e di materiali che sappiano rispondere alle necessità della richiesta normativa vigente, che sappiano condividere con il “cartaceo burocratico” ed in quella parità di valenza che per il sistema socio-ambientale, sarà la norma e che spesso invece noi operatori del settore tendiamo a dimenticare (importerà il “dentro”, il contenuto per la loro qualità più che il supporto), si potrebbe definire “un intervento in scivolata” e io ho pensato a come fossi arrivato a quel momento senza dovute riflessioni e concettualità, basito dal quotidiano.

Tenere il conto degli operatori presenti e dove abbiamo visto sfilare sotto i nostri occhi principalmente due tipi di intervento: presentazione di dati di aziende produttrici che possono permettersi di lavorare in grande (e forse queste possibilità dovrebbero spenderle non tanto per i brand…) e risultati tenuti efficacemente in contesti ristretti. Poi nei vari stend mi sono sfilati interrogativi sulla necessità di trovare un linguaggio comune tra produttori di tecnologia edilizia e buone pratiche non solo per i nativi di laboratori condotti da centri di ricerca ma per quanti sono nelle attività esecutive.

Fra i pochi conoscenti e non, incontrati per caso ricordo l’Arch. Cosimo Montenegro di Acquaviva, consulente CasaClima, con il quale condivido una conclusiva notevole nota di ottimismo sintetizzando la giornata: “La sensazione resta addosso, l’eco-edilizia è per tutti; prodotti distribuiti a seconda delle diverse esigenze, centralità dell’esperienza utente, accresciuta consapevolezza sulla concezione e lo sviluppo dei prodotti, lo sguardo lucido di chi sa che c’è una soluzione buona per tutti”. Ecco, questa sensazione non vale però per il panorama italiano. Se “l’edilizia globale sta dettando le regole del mercato” a che punto sta il mercato italiano?.

E la domanda la faccio perché non penso a quello scenario post Mostra in cui le grandi aziende produttrici lavorano per costruire brand ad immagine in cui immergere il proprio “pubblico”, fidelizzandolo a un committente, a un architetto, ma a una serie che sia presente in tutti i contesti edilizi possibili. Ma perché penso che tutti siamo interessati ad offrire quindi alle persone non un brand fine a se stesso, ma un prodotto di qualità.

Se la carta vincente è ancora una volta confrontarsi e scambiarsi idee, pareri e paure, allora la formula dell’agenzia Casaclima è di certo quello che ci serve per costruire qualcosa di buono: non serve ascoltare grandi “illuminazioni” delle maggiori aziende attive in campo o quello di continuare a far scorrere valori e dati di ricerche e sondaggi (per quanto basilari, per quanto necessari e necessari); non servono relazioni da palco; non ha senso che i costi di costruzione siano così elevati per la maggior parte delle tasche di chi può essere interessato. Questi non giustificherebbero le ottime intenzioni.

Così sabato ho guardato con notevole entusiasmo alla proposta di Casaclima. Una mezza giornata di confronto. Così ho creato una nuova esperienza  da adattare alle proprie idee e utilizzarle come strumenti e supporti di lavoro.

Forse il mio entusiasmo potrebbe sembrare eccessivo, ma continuo a credere che scambi meno formali e più concreti di idee, problemi, errori, perplessità e soprattutto buone pratiche (che magari sono per ora solo immaginate per mancanza di fondi o che cercano una certa professionalità ancora non incontrata) sarebbero e saranno  perché voglio essere ottimista.

Francesco Chiariello